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Nei duecento anni successivi (800-1000) i veneti continuarono a perseguire con estrema determinazione la politica di difesa della loro libertà ed indipendenza, cosa che gli spinse anche ad effettuare delle vere e proprie persecuzioni nei confronti dei simpatizzanti del potere imperiale. 

Strinsero invece alleanze alla pari con i bizantini contro i pirati saraceni e normanni che infestavano le acque del Mediterraneo. Nell'anno 1000 il doge Pietro Orseolo riportò una schiacciante vittoria contro i pirati nel giorno dell'Ascensione (La sensa).

Questo consolidò ulteriormente il prestigio di Venezia, le fece ottenere dei privilegi politici e commerciali dai bizantini oltre che a liberare i territori sotto il suo dominio dalle scorrerie piratesche. Il Dux di Rialto (questo era il nome ancora vigente) diventò anche Dux di Dalmazia. 

Tra i vari esempi della crescente influenza della città si può ricordare il doge Sebastiano Ziani, che operò quale mediatore tra l'imperatore Federico Barbarossa e papa Alessandro III.  Altro eloquente esempio potrebbe essere la conquista della lontana ed influente Costantinopoli (1202-1204).

 

 
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